Il giorno 02 dicembre 2009 alle ore 10.30, presso sala Consiliare della II^ Municipalità in P.zza Dante – Napoli, è stato presentato il progetto “Diversamente Capodimonte”, iniziativa realizzata dal Consorzio “Polo Capodimonte s.c.ar.l.” e la Cooperativa Sociale “Litografi Vesuviani” aderente al consorzio Proodos.
Fabio De Bernardo del Polo Capodimonte s.c.a.r.l (consorzio di aziende che producono ceramiche di Capodimonte) e Ornella Scognamiglio, presidente della Cooperativa Sociale Litografi Vesuviani hanno ufficializzato il lancio sul mercato di un nuovo prodotto i cui proventi alimenteranno un fondo che la cooperativa utilizzerà per assumere dei giovani affetti da patologie psichiche. L’oggetto, uno svuotatasche dalla forma originale e dai colori vivaci è stato disegnato dalla Cooperativa Sociale, che ne ha curato anche il packaging, e realizzato dagli artigiani di Capodimonte. Lo svuotatasche è contrassegnato dal Marchio “DiversaMente”, brand di proprietà della cooperativa, e rappresenta solo il primo di una linea di prodotti che i due partner svilupperanno per dare seguito e continuità ad un’operazione che vuole fornire opportunità di impiego ai giovani svantaggiati.
Ornella Scognamiglio punta l’attenzione sull’importanza dell’incontro tra il mondo profit e no profit. “Le cooperative svolgono attività imprenditoriale vera e propria con un aggravio dei costi dovuti all’assistenza che bisogna dare ai soggetti affetti da patologie, per tale ragione incontrare dei partner imprenditoriali disposti a condividere progetti come questo è importante per il raggiungimento degli obiettivi che le cooperative come la nostra hanno e perseguono”.
De Bernardo, ribadisce che il ruolo sociale dell’artigianato in generale, di Capodimonte nello specifico, è da sempre centrale. “Nonostante un contesto socio-economico così complesso, quale quello attuale, l’artigianato, pur percependo un clima di abbandono da parte delle istituzioni locali e di disarmante immobilismo istituzionale, ha dimostrato di avere capacità progettuale, di innovazione del prodotto e dei processi, voglia di investire risorse private in iniziative come questa, che hanno un fine ultimo di pubblica utilità ma che ha nel metodo i presupposti per essere auto-sostenibile nel lungo periodo”.
Alla presentazione sono intervenuti Alberto Patruno, presidente della II Municipalità di Napoli nella quale ha sede il consorzio Proodos, che si è dichiarato felice di ospitare la presentazione di un progetto così importante, che mette insieme il mondo della cooperazione sociale e dell’artigianato tipico d’eccellenza e che ha una finalità sociale e di pubblico interesse. Ribadisce l’importanza dell’iniziativa anche il presidente della III Municipalità, Alfonso Principe, dove hanno sede le aziende del consorzio Polo Capodimonte e che producono porcellane di Capodimonte. Principe ha individuato nella innovazione del design e dei colori di questo prodotto il punto di forza dell’iniziativa che se da un lato serve a raccogliere fondi per una causa nobile, dall’altro evidenzia l’importanza del mondo imprenditoriale e dell’artigianato artistico nel territorio che amministra.
Il progetto ha incontrato il favore della Fondazione - Istituto Banco di Napoli che ha acquistato una prima fornitura di prodotti che regalerà a Natale. Il direttore Aldo Pace ha dichiarato l’apertura della Fondazione a sostenere iniziative del genere, che vogliono valorizzare le risorse e le eccellenze del territorio e che nel fare questo aiutano soggetti svantaggiati, affetti da gravi patologie e che necessitano di un sostegno continuo.
DiversaMente e Capodimonte sono due brand che il mondo della cooperazione sociale e dell’artigianato tipico d’eccellenza mettono a disposizione per un fine di pubblica utilità, un esempio di responsabilità sociale di imprese locali che lavorano per lo sviluppo della comunità.
La commercializzazione dei prodotti al pubblico avrà inizio il 4 dicembre a p.zza Dante presso lo stand della cooperativa Litografi Vesuviani – DiversaMente in occasione della fiera dell’artigianato “c’era una volta a Napoli “ e proseguirà attraverso altre iniziative che saranno comunicate attraverso i siti www.polocapodimonte.com e www.litografivesuviani.com .
mercoledì 2 dicembre 2009
lunedì 20 luglio 2009
A Salerno un nuovo spazio per l’artigianato di qualità
Si inaugura La Vie En Rose lunedì 20 luglio 2009 ore 20:00 – Via Duomo 43 – Salerno.
Si terrà lunedì 20 luglio 2009 nel centro storico di Salerno, nelle adiacenze del Duomo, l’inaugurazione de La Vie En Rose, un nuovo punto vendita attraverso il quale l’imprenditrice Mirella Imperiale vuole offrire al pubblico una serie di prodotti dell’artigianato tipico e di qualità. Un assortimento curato e selezionato attentamente, dagli abiti sartoriali agli accessori moda, dai prodotti lavorati ad uncinetto ai complementi d’arredo, dalle bomboniere agli articoli da regalo. Non mancano le porcellane di Capodimonte firmate De Bernardo.
Tutti i prodotti sono realizzati come pezzi unici o piccolissima serie, per rivolgersi ad un pubblico attento e capace di apprezzare lo studio, la progettazione ed il processo produttivo che sono alla base di ogni singolo oggetto.
Il tutto caratterizzato dal tema delle rose “una nota di dolcezza” – dice l’imprenditrice – per distinguersi dall’aggressività diffusa e che si manifesta anche attraverso la mode contemporanee.
Si terrà lunedì 20 luglio 2009 nel centro storico di Salerno, nelle adiacenze del Duomo, l’inaugurazione de La Vie En Rose, un nuovo punto vendita attraverso il quale l’imprenditrice Mirella Imperiale vuole offrire al pubblico una serie di prodotti dell’artigianato tipico e di qualità. Un assortimento curato e selezionato attentamente, dagli abiti sartoriali agli accessori moda, dai prodotti lavorati ad uncinetto ai complementi d’arredo, dalle bomboniere agli articoli da regalo. Non mancano le porcellane di Capodimonte firmate De Bernardo.
Tutti i prodotti sono realizzati come pezzi unici o piccolissima serie, per rivolgersi ad un pubblico attento e capace di apprezzare lo studio, la progettazione ed il processo produttivo che sono alla base di ogni singolo oggetto.
Il tutto caratterizzato dal tema delle rose “una nota di dolcezza” – dice l’imprenditrice – per distinguersi dall’aggressività diffusa e che si manifesta anche attraverso la mode contemporanee.
giovedì 16 luglio 2009
Il «Capodimonte doc» sbarca a Hong Kong
MARISA LA PENNA - Il Mattino - Già da qualche giorno le ceramiche artistiche di Capodimonte, fiore all’occhiello del nostro artigianato, fanno bella mostra di sé sugli scaffali dei magazzini «Wing On», una delle più importanti catene commerciali di Hong Kong. In assoluta controtendenza, i lavori dei nostri maestri ceramisti vengono esportati verso la regione cinese dalla quale, come è noto, parte invece la maggiore quantità di ogni genere di mercanzia che invade i mercati di tutto il mondo, compresa l’imitazione delle nostre splendide ceramiche. Alzatine, composizioni floreali, cornici, statuine e complementi d'arredo bianco latte realizzate dai maestri di Capodimonte sono acquistabili così dalla clientela cinese a prezzi che oscillano dai mille ai cento euro. Questa opportunità di esportazione commerciale è nata da una delle partecipazioni fieristiche della «Polo Capodimonte scarl», la società consortile realizzata dagli artigiani della ceramica e collegata al Consorzio Capodimonte (che ha invece come obiettivo proprio la promozione del settore). «L’apertura di questo nuovo sbocco, inutile sottolinearlo, è importante non tanto per la capacità delle microimprese della ceramica locale di inventarsi percorsi di internazionalizzazione commerciale a dispetto di un territorio a dir poco ostile alla promozione ed al sostegno all'imprenditorialità locale quanto per le riflessioni, oserei dire le lezioni, che possiamo trarre» commenta, con soddisfazione, l’economista Vincenzo De Bernardo, presidente della Polo Capodimonte e del Consorzio Capodimonte. «E non si tratta di una presenza breve, ma di un vero e proprio presidio nel reparto gift dei negozi Wing On voluto da manager cinesi convinti che il made in Naples sia molto più accattivante e rispondente ai gusti estetici della domanda locale» assicura De Bernardo. Da questa nuova domanda cinese si evince così che più nessuno - e meno ancora i cinesi, maestri indiscussi della ”copia” - si accontenta delle imitazioni e dei prodotti a basso costo, che da troppo tempo hanno invaso il mercato. Questa esperienza mostra che esiste una vera e propria potenzialità dell'artigianato e della piccola impresa che può produrre sviluppo ed occupazione. I maestri di Capodimonte esprimono l’auspicio che le istituzioni locali «colganoquesta opportunità e organizzino con noi e per noi gli strumenti necessari a sostegno della produzione». Tra questi «strumenti», con la crisi della domanda locale, hanno sicuramente un rilievo fondamentale le iniziative commerciali. Sono trenta le imprese ceramiche e dieci le imprese di filiera del Polo Capodimonte. Al momento sono cento i lavoratori che vi prestano servizio. Ma possono diventare seicento quelli occupabili se l’esperienza cinese dovesse ampliarsi e fare da traino ad esportazioni in altri paesi.
martedì 23 giugno 2009
da soli...si può
"Avviata un’indagine di mercato sulle potenzialità dell’Artigianato Artistico Toscano nel mercato Cinese". Questo recita un articolo inviatomi attraverso una news letter.
Ritengo sia incredibile che l'utilizzo di fondi pubblici, non so se sia questo il caso, per ricerche e consulenze varie sia oggetto di campagne di comunicazione finalizzate a pubblicizzare l'operato di qualche pubblico amministratore.
Ritengo sia incredibile che l'utilizzo di fondi pubblici, non so se sia questo il caso, per ricerche e consulenze varie sia oggetto di campagne di comunicazione finalizzate a pubblicizzare l'operato di qualche pubblico amministratore.
Ebbene... la mia azienda, che fa porcellane di Capodimonte, è da poco diventata fornitrice di una catena di centri commerciali in Cina. Al di la della mia vicenda, che ha un qualcosa di straordinario,(non credo ci siano molti artigiani in italia che riescano ad esportare in Cina) , la cosa importante è che Napoli arriva prima... senza troppe chiacchiere e proclami, ma solo concretezza.
La differenza è che noi lo abbiamo fatto da soli, senza soldi pubblici. Da soli... Occorre avere un prodotto da vendere piuttosto che le chiacchiere, occorre la libertà d'azione per poter manovrare le vere leve del marketing, nome di una disciplina economica fin troppo abusato.
Non è tutto oro, ovviamente. Se ci fosse un vero sostegno pubblico, realmente indirizzato alle imprese, assisteremmo davvero allo sviluppo del territorio.
La differenza è che noi lo abbiamo fatto da soli, senza soldi pubblici. Da soli... Occorre avere un prodotto da vendere piuttosto che le chiacchiere, occorre la libertà d'azione per poter manovrare le vere leve del marketing, nome di una disciplina economica fin troppo abusato.
Non è tutto oro, ovviamente. Se ci fosse un vero sostegno pubblico, realmente indirizzato alle imprese, assisteremmo davvero allo sviluppo del territorio.
venerdì 27 marzo 2009
De Bernardo si affaccia in Ungheria
L’artigianato di qualità mostra una contro tendenza in un periodo difficile di contrazione della produttività. Da oggi le porcellane di Capodimonte realizzate nel laboratorio De Bernardo potranno essere acquistate anche nei negozi di Budapest. De Bernardo Gaetano, attraverso la sua capacità manuale ed una spiccata creatività, reinterpreta la tradizione di Capodimonte adeguandola al gusto contemporaneo, realizzando prodotti di elevata qualità e capaci di raggiungere nicchie di mercato anche all'estero.
In periodi difficili per tutte le economie mondiali la strategia vincente è competere sulla qualità dei prodotti, sull’esclusività e la ricercatezza stilistica. In tal modo anche mercati fino ad oggi impenetrabili a causa del ridotto potere d’acquisto della popolazione aprono le porte a chi dell’eccellenza ne fa una sua ragione d’essere.
In periodi difficili per tutte le economie mondiali la strategia vincente è competere sulla qualità dei prodotti, sull’esclusività e la ricercatezza stilistica. In tal modo anche mercati fino ad oggi impenetrabili a causa del ridotto potere d’acquisto della popolazione aprono le porte a chi dell’eccellenza ne fa una sua ragione d’essere.
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giovedì 19 marzo 2009
Crisi morale o morale della crisi
Sono queste due frasi che si ascoltano troppo spesso negli ultimi tempi. Si accompagnano a tali affermazioni quelle di chi ritiene che la crisi non ci sia, o meglio che la crisi non sia economica. Qualcuno afferma anche che se c’è una crisi, si tratta di crisi morale.
Per non rischiare di parlare con leggerezza di crisi e di moralità e per non entrare a far parte di coloro che professano la morale pur senza comprenderla, mi affido ad uno strumento di informazione molto semplice, un dizionario della lingua italiana.
La crisi è una “momentanea, improvvisa e violenta manifestazione di …”. La morale si riferisce agli atti e pensieri umani rispetto al bene ed al male; moralità: essere conforme ai principi morali.
Se assumiamo per accettabili queste definizioni allora dovremmo cambiare il nostro approccio al tema che tanto ci affligge e coinvolge in questi primi mesi del 2009.
La moralità è una percezione individuale del bene e del male, probabilmente qualcuno affermerà che soffre il condizionamento del vissuto di ognuno, dell’educazione, del livello culturale, del contesto sociale/economico/territoriale in cui si è cresciuti e vissuti. La morale è soggettiva ed acquisita, pertanto non può essere “in crisi”, perché la crisi è temporanea, come abbiamo visto. Al massimo potremmo affermare che nella nostra società c’è un deficit morale perché, sebbene soggettivi, alcuni valori vengono associati in modo condiviso al bene, altri al male, ne sono un esempio le leggi che definiscono i confini tra lecito ed illecito, tra bene e male. La soggettività è dimostrata dal fatto che tante regole, o leggi non sono ritenute sempre, e da tutti, giuste. È altrettanto palese che il non rispetto delle regole, delle leggi, è amorale, ma non si tratta di crisi quanto di comportamenti consolidati. I periodi di difficoltà accentuano senza dubbio l’allontanamento da alcune regole, ma colpiscono di più chi ha una predisposizione, chi ha una diversa percezione morale. Non credo che l’assenteismo dal lavoro nella pubblica amministrazione o lo sfruttamento del lavoro nel privato siano ascrivibili a crisi morale, ce lo dice storia. Eppure sono convinto che anche da questo, oltre che da una cultura imprenditoriale molto bassa ed un livello di accattonaggio molto alto, dipenda quella che oggi chiamiamo erroneamente crisi. La crisi economica non c’è, esiste una difficoltà economica che perdura ormai da tempo, almeno da dieci anni, quindi non è crisi. In questo tempo si è registrata la progressiva contrazione di alcune categorie produttive del paese e ritengo difficile pensare che nessuno ne avesse percezione. Non so come se ne venga fuori, di certo qualcuno replicherà le proprie esperienze fallimentari, qualche altro cercherà pian piano di costruirsi un suo percorso, qualche altro ancora continuerà a lucrare a scapito degli svantaggiati.
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giovedì 19 febbraio 2009
Benvenuti in Pane e Porcellane
Mi hanno chiesto il perchè del titolo Pane e Porcellane....perchè la porcellana ha dato il pane (da vivere) dal mio bisnonno a mio padre. La domanda riguarda me. Parlo di Capodimonte perchè mi viene naturale, è un settore che conosco e che ricorre spesso nella mia vita, è stato oggetto di applicazioni economiche per esami universitari, per la tesi di laurea, di progetti di analisi economico-territoriale ai quali ho lavorato. Come se mangiassi pane e porcellane, faccio altro ma c'è sempre la porcellana nel mezzo.La verità è che rappresenta le mie radici e mi chiedo perchè perderle. Il vero tema di discussione è la continuità, e non riguarda solo il settore Capodimonte ma tutti quelli che hanno un legame forte con la nostra terra e con la nostra tradizione, e che troppo spesso sono messi in disparte, come per effetto di una certa miopia che colpisce tutti ma guarisce solo quando le distanze sono ormai troppo grandi, anche all'occhio sano.
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